Un paliotto d’altare era originariamente un frammento di ricamo, stoffa dorata o arazzo, posto davanti all’altare, solitamente largo quanto l’altare stesso, ma talvolta esteso anche lungo i due lati di esso.
Il suo scopo era quello di decorare l’altare separandolo dal resto della chiesa e di attirare gli sguardi dei fedeli presenti alla messa. Nell’XI secolo la struttura era solitamente in metallo, nel XIII secolo in pietra e dal XIV secolo in legno.
Il paliotto dell’altare (XIII secolo) è in pietra e raffigura Gesù Cristo nella mandorla centrale seduto in trono mentre benedice, circondato dagli stemmi dei quattro evangelisti (il leone – San Marco; l’aquila – San Giovanni; l’angelo – San Matteo; il bue – San Luca). Ai lati della mandorla centrale sono disposte su due file quattro figure.
Quella femminile velata, alla destra di Cristo, può essere identificata con la Vergine Maria, mentre la figura maschile subito accanto potrebbe essere “il discepolo che Gesù amava”, forse lo stesso Giovanni (Vangelo secondo San Giovanni, 19, 26-27: Gesù, vedendo lì sua madre e accanto il discepolo che amava, le disse: «Donna, ecco tuo figlio», e al discepolo: «Ecco tua madre da allora». Questo discepolo la prese nella sua casa).
Sotto di loro si trova San Pietro, che tiene in mano la chiave del Paradiso e accanto a lui probabilmente San Paolo (secondo sant’Agostino, vescovo di Ippona, furono martirizzati lo stesso giorno, il 29 giugno, in anni diversi quindi condividono la stessa festa).
Non siamo in grado di identificare i quattro santi sul lato sinistro di Gesù. La tavola era dipinta, come rivelano le numerose tracce di pigmenti, ancora rilevabili. Gli altri reperti lapidei presenti nella stanza sono resti dell’arredo di una chiesa.
Uno porta la decorazione di un leone. L’altro fu probabilmente riutilizzato nel Medioevo come parte di un pulpito (la piattaforma rialzata da cui il predicatore pronunciava la predica durante la messa), ma in origine era una lastra funeraria romana: capovolgendola infatti puoi scoprire alcune tracce di lettere in Capitale Romana.
La lastra di pietra superiore mostra differenze stilistiche rispetto a quella inferiore. Nella prima le figure, caratterizzate da un maggior naturalismo, si trovano sotto archi a tutto sesto, nella seconda lastra sotto archi trilobati dotati di maggiore profondità. È probabile che nell’esecuzione siano stati coinvolti due diversi artisti.
La cornice di questo paliotto presenta una decorazione con motivi vegetali e uccellini.


