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L’ESPERIENZA SPIRITUALE DI DELLEANI AD OROPA

Delleani, nato nel 1840 a Pollone e formatosi all’Accademia Albertina di Torino, si dedica inizialmente alla pittura di storia di impianto tradizionale, ma diventa famoso per le raffigurazioni di paesaggi biellesi, uniti al tema devozionale delle processioni.

Il pittore passa agilmente da piccole tavolette a tele di grandi dimensioni come Pellegrinaggio ad Oropa del 1895 che occupa l’intera parete della sala al piano nobile di Palazzo Mazzetti intitolata all’autore.

Delleani descrive attentamente il maestoso paesaggio montano, ponendo l’accento su una storica e sentita pratica popolare: quella del Pellegrinaggio al Santuario di Oropa, una processione che ha inizio da Fontainemore in Valle d’Aosta all’insegna della riscoperta delle tradizioni.

I pellegrini procedono verso il Santuario, accompagnati dalla nebbia e dalla luce del mattino. Il pittore li ritrae di spalle, quasi a grandezza naturale, immersi nel verde tra piante di arnica e rododendro; l’osservatore si sente così coinvolto dalla grandiosità del paesaggio e partecipe della devozione popolare.

Ad Oropa si possono fare tre tipi di pellegrinaggio:

  • l’itinerario annuale è una tradizione iniziata nel 1599
  • il più famoso cammino, che avviene a cadenza quinquennale, parte da Fontainemore in Valle d’Aosta
  • L’ultimo che ha luogo ogni cento anni e prevede il cambio della corona alla  Statua della Madonna Nera. La tradizione risale al 1620 e l’ultima celebrazione è avvenuta nel 2021.

Il Santuario di Oropa è molto più di un luogo di culto: è un’esperienza spirituale, culturale e naturale senza pari. Che tu sia credente o semplicemente in cerca di bellezza e tranquillità, visitare Oropa significa immergersi in un luogo sacro ricco di storia, arte e paesaggi incantevoli.

Il  santuario mariano è dedicato alla Madonna Nera, una statua lignea realizzata tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento, divenuta nel tempo oggetto di venerazione crescente. Scolpita in legno chiaro, ma annerita dal tempo o, secondo altri, dalla volontà divina, la Vergine tiene il Bambino sulle ginocchia e un globo nella mano: è il simbolo della salvezza. Chi la guarda si sente guardato. Chi la prega, viene ascoltato.

Il santuario è situato a pochi km a nord di Biella, nella frazione Oropa, a  1.150 m, in un anfiteatro naturale di montagne che amplifica il senso di spiritualità. Un esempio perfetto di “paesaggio sacralizzato” che comprende, oltre al Sacro Monte, la chiesa originaria sorta sulla base di un antico sacello e il santuario attuale dotato di diverse strutture destinate all’ospitalità.

La tradizione fa risalire la fondazione del santuario al IV secolo, quando S. Eusebio, primo vescovo di Vercelli, avrebbe nascosto sotto un sasso una statua della Madonna, immagine di speranza, per sottrarla alle persecuzioni.

Attorno alla basilica antica, che risale agli inizi del Seicento, venne edificato un santuario, che aveva le funzioni di ospizio per i pellegrini. Durante la peste del Seicento, la città di Biella fa voto alla Madonna d’Oropa e rimane incontaminata. Tuttora, annualmente, la città compie a Oropa una processione solenne in osservanza di questo voto. Nel 1620 si ha la prima solenne incoronazione della Statua della Madonna Nera promossa dal frate cappuccino Fedele da San Germano.Successive incoronazioni si ripeteranno ogni cent’anni.

Il Sacro Monte di Oropa,ad ovest del santuario, è stato dichiarato nel 2003 patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Tra il XVII e il XVIII secolo, grazie all’intervento di grandi architetti sabaudi come Guarino Guarini e Filippo Juvarra, il complesso assunse dimensioni monumentali, articolandosi in piazzali, chiostri e edifici religiosi. Il percorso architettonico culmina nella Basilica Superiore, consacrata nel 1960, che affianca la più antica basilica, custodendo la continuità tra tradizione e modernità.

Il complesso è formato da 19 cappelle, di cui 12 dedicate alla vita della Vergine e le altre a episodi della fede cristiana.

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