OMAGGIO A CANUTO BORELLI

 

Tra Asti e Nizza

Le opere esposte in occasione della mostra tenutasi a Palazzo Crova di Nizza Monferrato tra il 9 aprile e l’8 maggio 2022 palesano il fascino esercitato sulla pittura di Borelli dalle opere dei Macchiaioli, il più importante movimento artistico dell’Ottocento italiano a cui è stata dedicata la mostra “I Macchiaioli. L’avventura dell’arte moderna”, conclusasi a Palazzo Mazzetti il 5 giugno 2022.

Il pittore astigiano Canuto Borelli, nato ad Asti nel 1852 è ricordato tramite una selezione di opere provenienti dalle collezioni civiche di Asti e da collezioni private.

Al secondo piano di Palazzo Mazzetti è esposto un ritratto maschile eseguito ad olio dal giovane Giovanni Bordone nel 1874; nell’angolo in basso a sinistra anche una dedica che menziona l’effigiato: <<all’amico Canuto Borelli. G.ni Bordone 1874>>.

La Domus Romana di via Varrone, poi, si trova nel seminterrato della casa per anziani di proprietà comunale intitolata proprio a Canuto Borelli, morto nel 1927.

 

L’inclusività di un intellettuale eclettico

 

Tra Otto e Novecento, Borelli rappresenta una notevole figura di intellettuale, i cui legami culturali si diramano in ambienti più progrediti di quello astigiano. Egli è pittore, scultore, incisore, critico d’arte, insegnante, avvocato e professore di Diritto, Economia politica e Scienza delle finanze presso l’Istituto Tecnico “Giobert” di Asti (1890-1923).

 

Risulta pure attivo come caricaturista per il periodico “Il Figaro” edito dalla litografia astigiana Dresco. L’inclusione delle classi più sfavorite nella vita culturale e produttiva del territorio, è uno dei caratteri distintivi della sua missione istituzionale: ad Asti è tra i promotori della Scuola Serale di Arte e Mestieri, di cui sarà direttore. Canuto Borelli frequenta i corsi di Giurisprudenza all’Università di Torino e, contemporaneamente, assieme all’amico Giulio Musso, studia all’Accademia Albertina dove è allievo di Enrico Gamba e Antonio Fontanesi. Altro maestro dell’artista è Michelangelo Pittatore, il più noto tra i pittori astigiani attivi nell’Ottocento.

 

I viaggi e gli insegnamenti dei Macchiaioli

 

I viaggi in Italia Centrale lo avvicinano alla tecnica dei Macchiaioli, ma è anche importante il viaggio di studi a Parigi effettuato dal pittore assieme a Domenico Rabioglio (1889). Nell’ultimo quarto del XIX secolo Borelli partecipa alle esposizioni nazionali di Milano (1878, 1879 e 1880) e di Torino (1880).

Nel 1884, anno in cui è allestita la personale presso l’ex chiesa dell’Annunziata di Asti, la rassegna nazionale del capoluogo piemontese registra la presenza di due tavolette che si potranno ammirare a Palazzo Crova. Si tratta di due scorci urbani di Asti: “Santa Caterina e Torre di San Secondo” e “Piazza del Seminario di Asti”. Questi olii rappresentano una preziosa testimonianza della padronanza dei colori e dell’utilizzo delle gradazioni tonali derivate dagli insegnamenti dei Macchiaioli.

Anche nel ritratto di Don Gilardi, noto con titolo “La presa di tabacco”, è evidente la semplificazione tonale del movimento toscano.

 

Altri
articoli