OLTRE LA MORTE: LA CRIPTA DI SANT’ANASTASIO


Al numero 367 di Corso Alfieri si trova il palazzo che, edificato dopo il 1908, ospita nelle
sue aule il Liceo classico Vittorio Alfieri; al di sotto invece si può scoprire un luogo
misterioso antico di un millennio: la Cripta di Sant’Anastasio.
La Cripta e Museo di Sant’Anastasio è una realtà polivalente: sito archeologico, museo
lapidario e cripta medievale. L’intitolazione del luogo deriva dalla dedica della chiesa
romanica dell’XI secolo ad Anastasio, santo persiano particolarmente venerato dal re
longobardo Liutprando (VIII secolo) che governò sul ducato astigiano.
Tra i reperti locali esposti nel museo lapidario si trovano un paliotto d’altare con
bassorilievo originariamente policromo raffigurante Gesù Cristo in mandorla, attorniato da
santi e dai simboli degli Evangelisti, ma anche le colonne pertinenti all’ex Palazzo Catena
(raffigurato in un disegno di Ottavio Baussano), pietre cantonali di palazzi signorili, capitelli
con stemmi araldici di famiglie nobili astigiane, uno stelo di fontana, conci d’arco e resti
lapidei di monasteri e chiese abbattuti in età napoleonica.


La sensazione è letteralmente quella di attraversare le epoche, percorrendo i corridoi sotto
i quali si nascondono resti di absidi, tracce di pavimentazione del Foro Romano, mentre
lateralmente si scorgono i resti dei muri pertinenti alle varie fasi della chiesa romanica con
il gradino che costituiva l’accesso originario alla cripta.
Prima di raggiungere il cuore di questo luogo mistico, si notano ancora le tombe di età
longobarda in cui riposavano corpi di persone che facevano parte delle classi privilegiate.
Simbolicamente la morte ci fornisce informazioni sulla vita. Il luogo stesso è un
avvicendarsi di esseri umani che hanno contribuito ad alterarne la morfologia e
l’orientamento fisico al fine di consolare, nutrire ed esaltare lo spirito di coloro che l’hanno
attraversato. I mattoni sesquipedali d’età romana costituiscono le tombe alla cappuccina,
colonnine longobarde si uniscono a formare un sostegno della prima cripta romanica. Un
muro barocco è tutto ciò che rimane dell’ultima fase stilistica della chiesa che aveva
facciata su Corso Alfieri.
Si arriva, dopo questo lungo percorso, alla cripta (che significa appunto “nascosta”),
anticamente collocata sotto il presbiterio della chiesa romanica, dove materiali di recupero
d’età romana e longobarda danno vita ad un ambiente di preghiera raccolto che supera le
barriere del tempo e restituisce dignità all’antico tramite il reimpiego e la trasformazione.

Altri
articoli