Niccola Gabiani è una figura centrale nella storia culturale della città di Asti tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Nato nel 1858, è stato un geometra, ma anche un appassionato di storia locale, che ha lasciato un’impronta indelebile sull’assetto urbanistico e sul patrimonio culturale della città.
Gabiani è considerato uno dei primi grandi revisori della storia astigiana: grazie alla sua capacità di combinare competenze tecniche e storiche, ha contribuito in modo significativo all’evoluzione urbanistica e alla storiografia della città. Ancora oggi, il suo nome è legato a importanti restauri e alle numerose pubblicazioni che hanno contribuito a valorizzare il patrimonio storico di Asti.
I primi anni e l’avvicinamento alla storia
Nato nel rione Cattedrale, Gabiani fece studi tecnici e a soli 22 anni entrò nell’amministrazione comunale come applicato presso l’Ufficio d’Arte.
Sin dai primi anni della sua carriera, si dimostrò interessato alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio artistico e storico della città e anche se i suoi primi passi nel mondo intellettuale lo videro interessarsi all’arte drammatica e al romanticismo, ben presto sviluppò un forte legame con la storia medievale di Asti, interesse che si sarebbe intensificato con il tempo.
Il suo ingresso nel mondo della storiografia locale avvenne ufficialmente nel 1890, quando curò la ristampa dell’opera storica di Giovanni Antonio Grassi. Questo lavoro lo portò ad approfondire sempre di più le radici storiche della sua città, documentando monumenti e tradizioni e diventando un punto di riferimento per gli studiosi locali.
Il doppio ruolo di tecnico e storico
È probabile che gli interessi storici del Gabiani siano nati e si siano sviluppati all’interno della sua attività professionale come approfondimento delle mansioni legate al suo ruolo nell’amministrazione comunale.
Il connubio tra il tecnico e lo storico, nonostante fosse autodidatta, emerse in modo particolarmente significativo all’inizio del Novecento, quando elaborò il Piano Regolatore e pubblicò un importante studio “Le torri e case-forti di Asti“, un contributo importante alla comprensione della storia medievale della città. Gabiani poté così applicare le sue competenze tecniche a progetti di restauro e conservazione, mentre la sua passione per la storia locale lo portò a esplorare a fondo il passato astigiano.
Oltre ai suoi lavori tecnici, Gabiani è ricordato per le sue opere storiche, che hanno contribuito a dare ordine alle fonti sulla storia di Asti. La sua opera più importante, “Asti nei suoi principali ricordi storici”, pubblicata nel 1927, rappresenta un caposaldo della storiografia astigiana. In quest’opera Gabiani ripercorre la storia della città, raccogliendo documenti e fonti che gli permisero di completare il lavoro avviato dal suo predecessore Carlo Vassallo, con l’obiettivo di fornire una visione chiara e organica del passato astigiano.
Il contributo di Gabiani non si limita alla storiografia. Nel corso della sua carriera, fu protagonista di importanti interventi di restauro su alcuni dei più celebri monumenti di Asti. Nel 1930, ad esempio, guidò i restauri del Battistero di San Pietro in Consavia, della Torre Rossa e della Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice di Borgo Viatosto. Questi interventi testimoniano l’impegno di Gabiani per preservare l’eredità storica e artistica di Asti, assicurando che i monumenti più rappresentativi della città fossero restaurati e conservati per le generazioni future.
Onorificenze e riconoscimenti
La passione di Gabiani per la storia e la conservazione del patrimonio culturale gli valse numerosi riconoscimenti nel corso della sua vita. Nel 1911 fu nominato Regio Ispettore onorario per gli scavi, i monumenti e gli oggetti d’arte del circondario di Asti, e in seguito anche Regio Ispettore onorario bibliografico. Ricoprì inoltre ruoli di grande responsabilità, come quello di commissario di sorveglianza della Biblioteca e del Museo Alfieriano. Le sue competenze vennero riconosciute anche a livello nazionale: Gabiani fu socio corrispondente della Regia Accademia di Scienze, Lettere ed Arti di Modena e membro della Società di Archeologia di Torino e della Commissione Provinciale di Alessandria di Storia, Arte ed Archeologia.
L’eredità di Niccola Gabiani
Gabiani morì nel 1940, lasciando un’eredità culturale e storica di grande rilievo.
Riassume l’importanza di questa figura nel panorama astigiano un intervento di Renato Bordone, storico italiano e studioso dell’opera di Gabiani che così lo descrive nella presentazione del volume “NICCOLA GABIANI STORIOGRAFO DI ASTI”:
“Raramente un personaggio ha forse rappresentato in maniera così completa – nel bene e nel male – l’intera stagione culturale di una città di provincia fra l’ultimo decennio dell’Ottocento e i primi quarant’anni del secolo successivo come Niccola Gabiani. E in maniera, occorre subito aggiungere, così persistente, in quanto l’impronta lasciata dal poliedrico geometra in diversi aspetti della vita cittadina appare ancor oggi avvertibile e ancora oggi fa discutere: l’intera struttura urbana e il volto stesso che in quel mezzo secolo la città va assumendo seguono in gran parte proprio gli orientamenti di Gabiani”
La sua vita e il suo lavoro sono un esempio di come la passione per la storia e l’architettura possano tradursi in un impegno concreto per la conservazione di una memoria collettiva.



