Escher non conobbe la notorietà se non negli ultimi anni della sua vita. Per sbarcare il lunario si dedicò quindi spesso a lavori su commissione. Erano per lo più progetti modesti, come la copertina di un programma concertistico, semplici biglietti di auguri ed ex-libris (etichette decorate che venivano applicate sui libri per indicarne il proprietario). Eseguì anche commesse pubbliche come la progettazione di banconote e francobolli. Nel 1967 eseguì un’incisione di 7 metri intitolata Metamorfosi III per l’ufficio postale dell’Aia, nei Paesi Bassi: un’opera che oggi è considerata uno dei suoi capolavori.
Le conoscenze matematiche di Escher erano principalmente visive e intuitive. Le sue architetture e composizioni geometriche si caratterizzavano grazie a distorsioni prospettiche che, a prima vista, si presentavano come perfettamente plausibili ma che, dopo una più attenta ispezione, si rivelavano impossibili.
Una svolta importante avviene nel 1954, anno in cui vengono esposte alcune stampe di Escher durante il Congresso Internazionale dei Matematici ad Amsterdam. Da quel momento il suo lavoro è sempre più apprezzato dalla comunità scientifica e l’artista inizia un dialogo serrato con matematici e cristallografi, che si rivela una vasta fonte di ispirazione per la sua ricerca sulle strutture impossibili, le illusione ottiche e la rappresentazione dell’infinito.
Escher cercò di forzare, oltre ogni limite, la rappresentazione di situazioni impossibili, all’apparenza coerenti, attraverso una selezione di alcune sue opere più famose: Salire e scendere, Belvedere, Cascata, Galleria di stampe o ancora Relatività. Questi capolavori riflettono un aspetto essenziale dell’arte del grafico olandese: il suo complesso rapporto con la matematica, la geometria e il tema della riproduzione grafica dell’infinito.
Oggi è possibile trovare riferimenti ai lavori di Escher negli ambiti più disparati: da quello artistico alla cultura popolare. Diversi pittori contemporanei e artisti digitali sono stati influenzati dal lavoro che il grafico olandese ha svolto nel campo della tassellatura, interpretandolo secondo il proprio stile.
La rappresentazione del paradosso ha avuto un ascendente importante su molti musicisti e gruppi pop degli anni Sessanta che usavano le sue immagini sulle copertine dei loro album, ma Escher rifiutò di illustrare Let it bleed, l’album dei Rolling Stones, dopo una lettera di richiesta confidenziale e gentile da parte di Mick Jagger.
Le geometrie dell’artista olandese hanno inoltre ispirato diversi personaggi dei fumetti e dei cartoni animati. Il mondo della pubblicità ha trovato terreno fertile nell’arte estrosa di Escher e case di moda e stilisti di fama internazionale, come Chanel o Alexander McQueen, hanno reso omaggio al suo universo immaginifico sulle loro passerelle.
Le sue opere hanno influenzato enormemente anche l’industria cinematografica, dove l’opera Relatività è stata sicuramente una delle immagini più utilizzate; si possono trovare riferimenti anche in Harry Potter.
Questo interesse dimostra come la Eschermania abbia contagiato tutti i settori creativi e come l’opera di questo artista sia ancora fonte di ispirazione per la cultura contemporanea.


