LA CLEMENTINA, ARTISTA DI CORTE

La visita ai nostri musei consente di conoscere opere pittoriche e scultoree di diverse epoche storiche. Il visitatore può spaziare in ambito cronologico, attraverso i linguaggi e le identità degli autori, addentrandosi in biografie avvincenti. Percorrendo il piano nobile di Palazzo Mazzetti, presso la Sala dello Zodiaco è possibile ammirare due dipinti della Clementina, un’importante pittrice del Settecento, autrice di diversi ritratti di Carlo Emanuele III e della sua famiglia.

Maria Giovanna Battista Clementi detta “La Clementina” nacque a Torino dal chirurgo Giovanni Pietro Giuseppe Buzano e da sua moglie, Maria Cristina Asinelli, nel 1690.

Intraprese giovanissima la carriera artistica che, a quei tempi, era appannaggio dei soli uomini. Iniziò a frequentare la bottega del pittore di corte Giovanni Battista Curlando, grazie al quale conobbe le correnti artistiche del tempo e affinò il linguaggio pittorico. Successivamente, decise di proseguire l’attività in autonomia; durante un soggiorno romano conobbe il pittore svedese Martin van Meytens, che influenzò le sue prime esperienze.

Tornata a Torino, iniziò a lavorare per la corte sabauda, conquistando la committenza con i suoi ritratti, che abbellivano le residenze sabaude, oppure venivano inviati in dono alle varie corti europee. All’età di 21 anni sposò Bartolomeo Clementi, a cui deve il soprannome con cui è passata alla storia, dal momento che, dopo il matrimonio, iniziò a firmare i propri quadri con il cognome da sposata. Soprattutto, al marito deve la libertà con cui continuò a dipingere e ad avere una propria indipendenza.

I dipinti di Palazzo Mazzetti raffigurano i coniugi Vittoria Maria Elisabetta Gazelli di Selve e il conte Giuseppe Giovanni Alfassio Grimaldi di Bellino, che aveva allestito a Busca un museo di storia naturale e antichità; i volumi indicati nel dipinto si riferiscono a tale collezione. Il giovane è antenato del conte Luigi, che nel 1846 acquistò Palazzo Mazzetti da Pietro Roero di Settime, nipote dell’ultimo discendente dei Mazzetti. I due ritratti, oltre a rappresentare l’opera di un’importante pittrice e a raffigurare due personalità connesse indirettamente alla storia del museo, sono interessanti perché consentono di apprendere notizie sulla moda; si osservano infatti tessuti di pregio, fogge e colori tipici della nobiltà e parrucche con raffinate decorazioni. La Clementina non si lasciò sfuggire dettagli minuti e attenzione per i particolari, elementi che contribuirono a renderla una pittrice gettonatissima.

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