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I TULIPANI DI JAN BRUEGHEL NEL FILM WALL STREET

Nato ad Anversa, Jan Brueghel Il Giovane rappresenta la terza generazione di artisti della famiglia. Giunge a Milano nel 1622 dove avrà un mecenate d’eccezione: il cardinale Federico Borromeo, lo stesso del padre Brueghel Il Vecchio e di Caravaggio. Jan lavorò a Genova, Roma, Malta e ad Anversa e collaborò con artisti del calibro di Pieter Paul Rubens.


Le nature morte di Brueghel il Giovane sono caratterizzate dalla ricchezza di dettagli e dalla bellezza compositiva, come il mazzo di fiori esposto nella mostra “La Canestra di Caravaggio. Segreti ed enigmi della natura morta”. La composizione comprende ampia varietà di fiori, tra cui il non ti scordar di me, la rosa centifoglia, il garofano ed ovviamente il tulipano in diversi stadi di fioritura.


Il nome tulipano deriva dal turco “tullband” e significa “turbante” a ricordo della forma del fiore e dell’origine turca; la grande popolarità arrivò intorno al 1500 durante il Regno di Solimano il Magnifico, mentre nel 1593 la coltivazione di tulipani fu introdotta con enorme successo in Olanda dove il clima primaverile fresco e il terreno umido, ma senza troppa acqua erano particolarmente favorevoli.


A causa dei prezzi troppo alti la bottega paterna ereditata da Jan Brueghel il Giovane incontrò difficoltà finanziarie e l’artista dovette adeguarsi ad una clientela meno abbiente con preferenze per opere di qualità inferiore. Ironia della sorte egli dipinse anche un’opera collegata ad una crisi economica di più larga scala, per l’appunto un’allegoria sulla bolla finanziaria dei tulipani.


In Olanda, nazione in crescita in quanto al centro del commercio con le Indie Orientali, si scatenò una gara tra la media borghesia per il possesso dei tulipani più rari, striati o
fiammeggianti; essi divennero merce di lusso oltre che status symbol.


Ai tulipani furono attribuiti nomi esotici o di ammiragli olandesi; la varietà chiamata Il Vicerè valeva quanto 15 anni di lavoro di un artigiano (circa 4150 fiorini).


Alcuni tulipani furono scambiati con bestiame e persino case o terreni ed il bulbo della varietà “Semper Augustus” raggiunse ad Haarlem il prezzo record di 6000 fiorini, a fronte dei 1650 fiorini del capolavoro La Ronda di Notte di Rembrandt.


Nel 1636 i tulipani furono scambiati nelle borse valori e le speculazioni arrivarono a livelli preoccupanti finché l’anno seguente, a causa di un’epidemia di peste, un’asta andò deserta
scatenando il panico e le vendite, causando la rovina finanziaria di centinaia di uomini di affari olandesi, rappresentati pittoricamente da Brueghel come scimmie in abiti di lusso preda delle proprie aspettative eccessive.


I debiti contratti vennero considerati non esigibili come quelli del gioco d’azzardo.


Persino nel film Wall Street di Oliver Stone il protagonista parla della bolla dei tulipani come causa della crisi del 2008.


Nel libro Colpa nelle stelle di John Green Augustus, il protagonista (interpretato da Michael Douglas) regala tulipani all’innamorata, ma si ammala e muore come la varietà di fiore Semper Augustus, estintasi a causa del potyvirus, il quale era responsabile della caratteristica striatura dei tulipani, ma anche del rimpicciolimento e della morte del bulbo stesso.


Nel 2017, la repentina ascesa del prezzo dei Bitcoin venne accostata da numerosi economisti, giornalisti, politici e grandi investitori, alla bolla dei tulipani.

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