CARLO NOGARO E I MACCHIAIOLI: IL LEGAME RIVELATO

Nell’Ottocento il tema del paesaggio diviene un genere indipendente e acquista la stessa dignità della pittura storica. Alla metà di quel secolo il paesaggio astigiano è protagonista grazie a Carlo Nogaro (Asti 1837 – Francport, Francia 1931), tra gli allievi più famosi di Michelangelo Pittatore. 

I rapporti con la Francia sono decisivi per gli sviluppi della carriera di Carlo Nogaro che morirà in quel paese donando alle collezioni civiche della sua città natale opere importanti, tra cui dipinti e disegni eseguiti negli anni dei suoi studi. Molti dei disegni a matita e dei paesaggi ad olio testimoniano aspetti della vita e dell’attività di Carlo Nogaro, dagli anni della formazione al periodo in cui l’artista fu impegnato in Francia e, in particolare, a Parigi dove esegue numerose commissioni come pittore e decoratore di lussuosi appartamenti o nelle sale dei café-chantant. 

Nella sua breve ma intensa biografia scritta a mano negli ultimi anni di vita, Nogaro ricorda il felice periodo trascorso tra il 1857 e il 1858, quando ventenne è condotto a Roma da Pittatore. “Studiai dal vero molto seriamente, sotto consigli di artisti di tutte le nazioni”: è con questa frase che Nogaro sintetizza assai bene l’esperienza formativa nei dintorni della città eterna, allora centro della cultura internazionale della pittura di paesaggio, raggiunto in quegli anni da pittori francesi, svizzeri, inglesi e tedeschi di ambito naturalista.

Nello splendore della campagna romana, che in quel secolo è uno dei luoghi più magici e ineguagliabili del mondo, il giovane astigiano può perfezionare i suoi studi e aderire al vero senza gerarchie di soggetto: nascono così le vedute dei paesi dei Castelli Romani, gli studi di alberi e i ritratti di contadini.  Tra i luoghi frequentati dal nostro artista c’è Ariccia, che dal 1857 è dimora fissa del romano Nino Costa i cui paesaggi, costruiti a macchie tonali, avranno un importante influsso nel gruppo dei Macchiaioli. 

I legami tra Carlo Nogaro, Nino Costa e i pittori toscani acquistano una nuova luce con la mostra in corso a Palazzo Mazzetti dedicata ai Macchiaioli (I Macchiaioli. l’avventura dell’arte moderna, dal 19 novembre 2021 al 1° maggio 2022) dove il pubblico può ammirare, tra l’altro, due dipinti di Nino Costa. Al secondo piano del Museo di Palazzo Mazzetti, è esposta la grande tela “Sull’Arno” dipinta da Nogaro durante il suo soggiorno in Toscana del 1863, un’opera in cui gli influssi della pittura macchiaiola e di Nino Costa sono evidenti nel fiume grigio argenteo, nei contrasti tra luci e ombre, nella pace silenziosa.

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