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«…BISOGNA GIUNGERE PRIMI ALL’ANGOLO DI CASA MAZZETTI»

È il cronista, Guglielmo Ventura, modesto mercante di pepe vissuto fra il 1250 e il 1324 circa, a riportare per la prima volta, la notizia della corsa del Palio: «…gli Astesi vennero ad Alba, devastarono le loro (degli Albesi, ndr) vigne e gli alberi e vicino alle loro porte si corse il Palio astese, come suole farsi ad Asti nella festa di san Secondo, e ciò avvenne nella ricorrenza del Beato Lorenzo (10 agosto), l’anno 1275…».


La storia del Palio sembra sia iniziata molto prima di questa data, per quanto manchino informazioni sicure al riguardo. Ogerio Alfieri, antenato del celebre drammaturgo Vittorio, racconta invece come la sua città «nell’Anno del Signore 1280 fosse colma di ricchezze, chiusa da solide e recenti mura e costituita quasi interamente da molti edifici, torri, palazzi e case da poco costruite».
Ogerio non manca poi di dispensare elogi ai concittadini astigiani giudicandoli «assennati e nobili, ricchi e potenti»; nota era infatti la grande abilità dei mercanti e degli uomini d’affari appartenenti a quelle stesse famiglie che oggi popolano la sfilata del Palio: Solaro, Guttuari, Turco, Roero, Pelletta, Malabaila, Troya (proprietari della Torre omonima in piazza Medici), Isnardi, Alfieri (di cui faceva parte il tragediografo Vittorio, nato nel 1749 dal ramo di Cortemilia), Comentina, Asinari, Buneo, Catena ecc

Alla fine del sec. XIV Gian Galeazzo Visconti, divenuto signore Asti, stabilisce che la corsa “ad onore e decoro della Città” continui a tenersi secondo consuetudine nella festa di San Secondo. Dalla metà del Trecento, sotto la signoria dei Visconti, si comincia a correre il Palio “alla lunga”, cioè su un percorso rettilineo lungo le strade sterrate che da viale Pilone (dove si trova tuttora un grosso cippo marmoreo, all’estremità orientale della città), giunge di fronte a palazzo Mazzetti di Frinco, dov’era fissato il traguardo, attraversando la centrale contrada Maestra (attuale corso Alfieri). Tuttora la giuria del corteo storico si posiziona a Palazzo Mazzetti nel rispetto della tradizione.
La corsa si decideva negli ultimi metri, quando, all’altezza di piazza Roma e di Palazzo Mazzetti, la strada aumentava ancora la propria pendenza. Non a caso, ancora oggi in dialetto astigiano si dice, per sottolineare un obiettivo non ancora raggiunto: «a vanta rivé er prim ar Cantun d’Casa Massét», ovvero «…bisogna giungere primi all’angolo di Casa Mazzetti».


Nel 1507 assiste alla corsa anche il re Luigi XII d’Orleans, ospitato presso Palazzo Malabaila, mentre dal 1545 il duca Emanuele Filiberto di Savoia fornisce alla Città ogni anno due palii.
Il Palio si corre anche all’inizio del Settecento, mentre Asti è assediata dalle truppe del duca di Vendôme. Verso alla fine del secolo è il canonico Stefano Incisa a fornirci una trattazione precisa e dettagliata del Palio. Nell’Ottocento, durante la dominazione francese, il Palio diventa una corsa di cavalli celebrativa della vittoriosa battaglia di Marengo. Nel 1861 con l’unità d’Italia la competizione si disputa in tondo o alla tonda, cioè a circuito nella piazza del Mercato.

Torna a corrersi alla lunga nel 1929 grazie al podestà Vincenzo Buronzo, ma lungo Corso Dante, senza la presenza di corteo storico, mentre nel 1931 la popolarità della manifestazione torna a crescere grazie alla presenza dei Principi di Piemonte.
Artisti quali Giuseppe Manzone e Ottavio Baussano (dei quali alcune opere sono esposte a Palazzo Mazzetti) collaborano alla realizzazione del Palio dipingendo i drappi, disegnando costumi, bozzetti per manifesti, cartoline e materiale divulgativo.
Il Palio si corre per l’ultima volta nel 1935, poi viene sospeso e bisogna attendere il 1967 perché sotto la spinta di alcuni intellettuali il Palio ricominci in una versione moderna caratterizzata dalla partecipazione di rioni cittadini e comuni della provincia e dalla presenza di un imponente corteo storico riferito al periodo medievale.
Nel 1988 cambia infine la sede della corsa, dal “catino” di piazza del Palio alla splendida cornice di piazza Alfieri. Più recentemente la tradizione si è mantenuta viva anche attraverso eventi a Palazzo Mazzetti, antico punto di arrivo della corso alla lunga, dedicati ad alcuni maestri del palio: Antonio Guarene e Sergio Unia.

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