Le conoscenze esoteriche riguardano aspetti profondi della vita, del cosmo e del divino, spesso riservate a un gruppo ristretto di iniziati, che cercano una conoscenza interiore e nascosta. Noti sono i riferimenti legati alla città di Torino, ma anche Asti riserva una vasta gamma di simbolismi interessanti.
IL MAGLIO
Lo stemma della famiglia Mazzetti con le tre mazze indicanti forza, potrebbe rimandare anche al maglio, emblema del lavoro, strumento per modellare la materia e simbolo massonico di intelligenza.
Nell’alcova l’affresco del 1684 che rappresenta Selene ed Endimione rimanda all’amore tra la dea della luna e un semplice pastore, dalla cui unione nacquero 50 figli diventando augurio di ampia discendenza alla famiglia Mazzetti, ma richiama anche il principio femminile, l’intuizione e l’inconscio legati alla raffigurazione della luna.
LA PIETRA FILOSOFALE E LA SFERA ARMILLARE
L’Allegoria della Scienza di ambito genovese, della metà del Seicento, raffigura una donna con una pietra sulla fronte, possibile rimando alla pietra filosofale, simbolo alchemico di perfezione materiale e spirituale e di saggezza attraverso la purificazione della materia grezza. La donna appare attraverso una tenda, che rappresenta il velo che nasconde la verità che la scienza si propone di svelare, ed è accompagnata da una sfera armillare, strumento astronomico che rappresenta la sfera celeste associata alla conoscenza, da un serpente simbolo di rinascita e rinnovamento poiché si tratta di un animale che muta pelle, da un libro che indica l’amore per lo studio.
LA SFINGE
Nella galleria dalle 23000 foglie d’oro, compaiono delle sfingi che nel contesto esoterico del Settecento incarnano un’enigmatica presenza e un invito a esplorare i misteri della vita e della morte. La sfinge viene frequentemente adottata come simbolo di discernimento e iniziazione nelle logge massoniche ed essendo costituita da un leone e da un umano rappresenta la dualità tra il mondo materiale e spirituale.
IL BASTONE DI ASCLEPIO
Nella Sala dello Zodiaco vengono raffigurati Cronos che incombe sull’allegoria della Bellezza e i segni zodiacali nelle lunette, dove evidenti sono i riferimenti all’astrologia e agli influssi degli astri sulle vite umane. Sulla volta affrescata di quella che fu una sala da pranzo per le occasioni speciali compaiono anche due putti che sorreggono rispettivamente una foglia di vite ed un bastone di Asclepio. In questa rappresentazione è evidente la contrapposizione tra lo spirito dionisiaco e l’antico simbolo greco della Medicina, raffigurante un serpente arrotolato intorno a una verga ed associato ad Asclepio, dio greco della guarigione
IL BANCHIERE ED IL SINDACO MASSONE
Il ritratto del banchiere torinese e massone Giovanni Giacomo Vinay, dipinto dalla pittrice Sophie Giordano Clerc nel 1813, è stato recentemente collegato alla scoperta della Grotta di Falicon o di Ratapignata a Nizza, situata appunto su un fondo di proprietà del banchiere e al cui ingresso si trova una piramide massonica.
Vinay fu mecenate della pittrice autrice di questo pastello, finanziando di fatto la sua formazione presso la scuola di miniatura della sorella di Anton Raphael Mengs. Vinay fu anche suocero del sindaco di Asti Giuseppe Valpreda, residente a Palazzo Malabayla e a sua volta affiliato alla loggia massonica “Bienfaisance” sotto influenza francese.
LO SCULTORE MASSONICO
Nella sala dedicata alle microsculture di Giuseppe Maria Bonzanigo, si possono poi osservare l’Allegoria della pace e dell’uguaglianza in avorio con l’immagine di un teschio associato alla morte, di una colomba riferimento alla pace, di una fiaccola e di una tromba, e del simbolo greco Delta, simile a un triangolo, riferimento a Dio come Grande Architetto dell’Universo.
Sempre di Bonzanigo è il Crocifisso coi simboli della Passione, in cui compaiono anche la raffigurazione del sole, ovvero il principio maschile della ragione della coscienza, e della luna che è emblema del principio femminile dell’intuizione e dell’inconscio.


