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AMELIA PLATONE: VOCE DELL’ARTE E DELLA VITA

Docente ed attiva protagonista del Secondo Dopoguerra, Amelia Platone emerge come figura di spicco nel panorama artistico astigiano.

Pittrice ed artista dedita all’incisione, il suo lavoro riflette un profondo impegno verso la rappresentazione della vita quotidiana e delle sfumature dell’esistenza umana.

Nata nel 1927, la sua storia prende vita nel cuore delle colline del Monferrato, dove il tempo sembra fermarsi per permettere all’ispirazione di fiorire.

Figlia di Felice Platone, primo sindaco di Asti del Dopoguerra, è tra i fondatori della Società promotrice delle Belle Arti di Asti e Torino e della galleria d’arte «La Giostra». Valerio Miroglio, testimone “del gruppo di pittori che si riuniscono intorno alla Galleria“, ricostruisce la vocazione creativa di Amelia: “Mentre noi andavamo annaspando alla ricerca del nuovo, Amelia aveva già avuto un maestro: la sua ricerca seguiva un filone già delineato, non solo sul piano tecnico, ma anche nella filosofia che lentamente la allontanavano dal Maestro per diventare la pittura di Amelia Platone” (1991).

Il percorso creativo di Platone ha radici nell’Accademia Albertina, dove riceve un’educazione artistica sotto la guida illuminata del maestro Felice Casorati, il quale riconosce in lei un talento innato, il “segno sensibile, la costruzione armonica, sostenuta”, grazie a cui l’artista rielabora la ricerca espressiva in differenti tecniche e nell’incisione, appresa e coltivata inizialmente grazie alle lezioni di Filippo Scroppo e poi consolidata sotto la guida di Marcello Boglione e di Mario Calandri.
Questo periodo formativo inaugura una carriera segnata da premi e riconoscimenti, ma soprattutto dalla continua ricerca di un linguaggio personale e autentico. Attraverso disegni, incisioni, dipinti ad olio e sculture, l’artista riesce a trasmettere con maestria la complessità delle emozioni umane e la bellezza dei momenti semplici.

I viaggi in Puglia e in Sicilia, tra il 1957 ed il 1964, arricchiscono la sua visione artistica, infondendo nei lavori luce mediterranea e suggestioni architettoniche uniche e sono occasione di un’attenta e fruttuosa osservazione del reale. Nei suoi dipinti e nelle sue sculture, ritrae con sensibilità anziani, donne e bambini, immergendoli in un’atmosfera di intimità e calore che rispecchia la sua profonda connessione con la vita e la gente comune.

La carriera artistica si è estesa per un periodo di quattro decenni, durante i quali prende parte a numerose esposizioni e rassegne in tutta Europa, oltre a tenere mostre personali presso rinomati centri artistici italiani. Tra queste, le esposizioni alla Galleria “La Maggiolina” di Alessandria nel 1966, a Casale Monferrato nel 1969 e nel 1973 presso la Galleria “S. Evasio“, a cura del noto pittore casalese Mario Tassisto. Nel 1975, espone presso la Galleria “Acquario 3” di via Leoni.
Ulteriori tappe significative includono le mostre alla Galleria “Villata” di Cerrina nel 1982, al “Centro di Cultura” di Valenza nel 1990 e al Battistero di San Pietro ad Asti nel 2008, a cura di Marida Faussone.

Anche dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 1994, il lavoro di Amelia Platone continua ad essere celebrato attraverso esposizioni postume e rassegne che rendono omaggio alla sua eredità artistica e umana. Le sue opere sono custodite in collezioni pubbliche e private in Italia e non solo, a testimonianza del suo importante contributo e della sua straordinaria capacità di creare un legame emotivo con lo spettatore.
Il suo lascito artistico è una testimonianza della capacità dell’arte di comunicare emozioni e di trasformare il nostro modo di vedere il mondo.

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