La mostra “Testimonianze astigiane. Opere della Fondazione Eugenio Guglielminetti”, selezione di recenti acquisizioni nelle Collezioni d’Arte contemporanea del patrimonio della FondazionE, è promossa dalla Fondazione Eugenio Guglielminetti in collaborazione con Fondazione Asti Musei, Comune di Asti, Provincia di Asti con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Reale Mutua Assicurazioni- Agenzia di Asti e Banca Reale.
La temporanea espone quarantatrè opere delle recenti donazioni di eredi, artisti e collezionisti che arricchiscono il prezioso nucleo storico raccolto e donato dal Maestro Fondatore Eugenio Guglielminetti.
Le varie sezioni accompagnano il visitatore attraverso l’evoluzione della ricerca compositiva, avviata dai Maestri attivi tra le due guerre: la contemplazione della natura e la ricerca del “motivo” coltivati da Giuseppe Manzone, da Giulio Taricco.
La sensibile percezione di toni e di luci del tardo Impressionismo francese ispira la pittura di Pio Pia, mentre l’emozione della materia cromatica anima le atmosfere di paesaggio: da Alfredo Fea a Riccardo Bazzano, a Emanuele Laustino, ad Alfredo Ghiggi, a Carlo Miroglio.
Lo studio di figura assume introspezione psicologica nei disegni di Demetrio Corino, Delfino Marengo, nella scultura di Giovanni Arri jr.
Accanto all’intenso “Ritratto di Eugenio” dipinto nel 2003 da Guido Mastallone, compaiono l’acquarello “Contadino siciliano” (1954) di Gigi Quaglia (1915- 2004), l’olio “Le fabbriche” (1957) di Annibale C. Bianchi (1920- 2013), il vigore segnico di Mario Perosino (1930- 2008).
Non mancano l’ironia concettuale di Valerio Miroglio (1928-1991), la penna di Pierbattista Nebiolo (1934-1993), appassionato cultore de “Il Lanzello”. I colori della natura ispirano Armando Brignolo, il realistico scorcio urbano di Matthew Guiotto.
La dinamica cerchia di pittori, legati alla Società Promotrice Belle Arti, ha caratterizzato nei decenni la vita artistica astigiana con vivaci esposizioni, da Renzo De Alexandris, a Franco Sgarbi, all’abile cesellatore Ugo Gianoglio, a Luigi Fiora, Giuseppe Colli, Franco Asaro (1936-2012) accanto a Sebastiano Borello, Roberto Ferrero, Francesco Argirò.
L’originalità espressiva delle pittrici affiora nella visione metafisica di Maria Martinengo, nel rigore spaziale di Amelia Platone, nella raffinatezza timbrica su porcellana di Lilly Miroglio Salvaneschi, nei pensosi sguardi femminili di Luisella Bozzi Torta, nell’abilità incisoria di Adriana Bottallo, nell’evanescenza tonale di Lia Rinetti.
Architettura e paesaggio, segno e volume caratterizzano le ricerche compositive di Ottavio Coffano, la sintetica dinamicità di Silvio Ciuccetti, l’appartata
sensibilità percettiva di Piero Sciavolino. Spazio ed immaginario ispirano le evocative tele di Paolo Bernardi, l’illusoria teatralità di Paolo Fresu, la plastica volumetria di Piero Bussi, i ritmi cromatici di Domenico Guglielminetti, l’essenziale veduta di Giuseppe Orlandi.
L’omaggio al Palio di Asti è racchiuso nel segno del “Costume per il Corteo Storico” di Antonio Guarene, poliedrico artefice della manifestazione di settembre,
simbolo della Città.
La mostra è a cura di Marida Faussone e Giuseppe Orlandi.