PAOLO BERNARDI “opere aperte”

Data:

Dal 27 Agosto 2022
Fino al 9 Ottobre 2022

Luogo:

Donazione bozzetti di scenografia e costume 1969 -2018

Selezione di prestigiose testimonianze scenografiche, create da Paolo Bernardi dagli anni Settanta ad oggi, che arricchiranno le Collezioni di Arte e Scenografia della Fondazione in omaggio allo scomparso Maestro Eugenio Guglielminetti.

Formatosi presso l’Accademia Albertina di Torino alle lezioni di Enrico Kaneclin e Paolo Derusticis, Bernardi si dedica per decenni all’insegnamento presso le Accademie di Belle Arti di Torino, Bologna, Roma e dal 2004 presso il Dipartimento di Scenografia all’Accademia di Brera-Milano, coltivando l’impegno professionale in Teatri ed Enti Lirici europei, tra cui Teatro Regio di Torino, Teatro Comunale di Bologna, Opera di Lucerna, Berna, Lussemburgo, Montpellier, Nizza, Giessen, accanto ad interventi scenografici presso i Centri di produzione televisiva RAI in svariati generi di spettacolo, dallo sceneggiato letterario al poliziesco a programmi musicali e scientifici. La vicenda artistica di Paolo Bernardi è stata presentata in Asti in occasione della retrospettiva “Pittore in scena” presso il Polo Didattico di Palazzo Alfieri nel dicembre 2018-gennaio 2019 e la successiva esposizione in Castello d’Annone, presso la Chiesa sconsacrata SS. Annunziata nel settembre 2019, in seguito alla designazione di Maestro del Palio di Asti 2019 ed all’esecuzione dei Drappi per il Santo e per la disputa equestre.

L’itinerario espositivo concepito per la Donazione alla Fondazione Eugenio Guglielminetti si avvia dai bozzetti per la prosa contemporanea con l’apparato scenografico di “Uno nessuno centomila” di Luigi Pirandello, ideato da Bernardi per il Festival Taormina Arte nel luglio 1995. Al debutto al Teatro Pergola di Firenze, il dispositivo scenico dello spettacolo conseguì rilevanti consensi critici sulle testate nazionali per “la scena deserta”, intuita da Bernardi per il regista Mattolini “ in quelle pareti sghembe, in quei mobili che emergevano dal pavimento in quelle finestre e porte affacciate su nulla di un fondale grigio cupo sapientemente illuminato”. Dai disegni tecnici ai bozzetti, “la funzionalità scenografica è dettata da un patto drammaturgico”, cui rispondono i costumi di scena, le gamme tonali e la luce, modulati in indaco, grigio, bianco e nero, la lava, l’ardesia: i colori arcaici ed universali della Sicilia. La ricerca del rigore espressivo si rivela nell’essenziale impianto scenografico e nei costumi di “Rudens” di Tito Maccio Plauto, con la regia di Alvaro Piccardi, del 30 luglio 1996 al Festival del Teatro Antico di Sarsina.

I bozzetti scenografici di “Chi ha paura di Virginia Wolf “ di Edward Albee assumono rilievo plastico per la regia di Marco Mattolini, musiche di Lucio Gregoretti, testo drammatico interpretato da Athina Cenci nel 1998 a Carpi. Atmosfera serrata ed avvolgente permea l’ambientazione di “Buonanotte Mamma” di Marsha Norman. Vivaci chiaroscuri animano i costumi sul nitido fondale dell’impianto scenografico per “Molto rumore per nulla” di W. Shakespeare nella Produzione Teatro Ghione di Roma nel 1991.

Tra gli allestimenti per l’opera lirica, Bernardi privilegia alcuni progetti di successo: dal bozzetto scenografico d’esordio al Teatro Regio di Torino nel febbraio 1969 per “Bastiano e Bastiana” di W.A. Mozart con la regia di Peter Busse, stretto collaboratore del Maestro Herbert von Karajan; Busse è stato il maestro ideale con cui conduce la seconda impegnativa creazione scenografica al Teatro Regio nel 1984 in “Fidelio” di L.V. Beethoven, diretto da Milan Horvat, con Sabine Hass, Peter Meven, Kurt Rydl.

L’impostazione scenografica, che Massimo Mila suggerisce ispirata alle “Carceri del Piranesi” offre una possente costruzione plastica, percorsa da intensi contrasti tonali. La collaborazione con il regista tedesco prosegue con l’allestimento per “La Regina di Saba” di C. Goldmark, opera prodotta dal Teatro Regio di Torino nel 1991, direttore Yuri Ahronovitch, coreografie di J. Fabre, mediante un progetto dai vigorosi accenti architettonici e scultorei, ispirati ad una Vienna visionaria di Otto Wagner, ricreati con originali interventi materici e cromatici.

Lo scenografo non è solo inventore di spazi, ma artefice di forme e di colori, di superfici e di piani, di rilievi e profondità. Ulteriore conferma è offerta dall’assemblaggio polimaterico di fibre tessili e campionature “ Stracci” (2022), ideato per l’attuale esposizione nelle sale della Fondazione Guglielminetti ad accogliere il pubblico.

L’emozione virtuale e la percezione pittorica affiorano inoltre nei bozzetti e nel modellino per “Romeo e Giulietta alla campagna” di F. Delius per la Stadttheater di Berna, nel 1987, con cui Bernardi percepisce uno spazio scenico in cui fluiscono “ricordi di situazioni simili, di relazioni simboliche vissute…. per giungere ad una forma, ad un quadro che valesse per tutti i momenti in assoluto”.

La sezione dedicata ai progetti scenografici per la televisione è particolarmente interessante, poiché legata all’evoluzione tecnica e stilistica della comunicazione prodotta nel decennio Settanta-Ottanta negli studi torinesi del Centro di Produzione RAI di via Verdi, con la realizzazione di sceneggiati da romanzi letterari mediante ambientazioni ancora classicheggianti e realistiche. Esemplare, nel valore estetico del tempo, l’intervento condotto da Bernardi nell’arredamento per “Bel Ami” di Guy De Maupassant, sceneggiato in quattro puntate per il Centro di Produzione RAI di Torino interpretato da Corrado Pani, Arnoldo Foà, Veronica Lario trasmesso su RAI UNO nel 1978.


Soluzioni scenografiche dinamiche e personali sono invece sperimentate da Bernardi per Andrea Camilleri in “Intimità” di Arthur Adamov nel 1976 o con Massimo Scaglione ne “I racconti di Primo Levi”, tre episodi per il Centro di Produzione RAI TRE di Torino nel 1977.

Maggior autonomia espressiva e suggestione scenica sono conseguite infine nella strutturazione dell’impianto plastico circolare per “La speranza”, interpretata da Anna Marchesini, Francesca Archibugi, Nicoletta Bideri (1981). Tuttavia la molteplice articolazione dei programmi culturali promossi dal Dipartimento Scuola Educazione della RAI, induce lo scenografo a sfidare spazi e strumenti tecnologici, come in “Serata Ambiente” condotta da Piero Angela dal Palasport di Torino, trasmessa in mondovisione dal Centro di Produzione di Torino su RAI UNO nel 1989.

Completano la ricca ed articolata donazione, i vibranti dipinti, dialettici protagonisti della recente vicenda creativa di Bernardi, interlocutori inquieti nel suo atelier-pensatoio della SS. Annunziata, come sul palcoscenico, del mistero della vita.

Ingresso compreso nello Smarticket.