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ASTI, PICCOLA CITTÀ

Data:

Dal 15 Ottobre 2022
Fino al 15 Gennaio 2023

Luogo:

Opere della Fondazione Eugenio Guglielminetti


Nello sguardo dei pittori astigiani, dal Secondo Dopoguerra ad oggi, la Città rivela una graduale evoluzione urbanistica, che nel fluire del tempo riflette le trasformazioni sociali, economiche e culturali. La Città, custode di antiche origini e capoluogo di una provincia verdeggiante, snoda quartieri e periferie dal fiume Tanaro alla campagna del Monferrato fino ai boschetti ed ai vigneti di collina. Nei decenni, i Maestri astigiani ed i loro allievi hanno disegnato a tratti rapidi i profili austeri di architetture e monumenti cittadini o solcato stradette e sentieri alla ricerca di orizzonti limpidi, ove posare il cavalletto e disporre tele, tavolozza e colori, per abbozzare a libere pennellate l’emozione della natura astigiana.

Quaranta opere, selezionate dalle collezioni della Fondazione Eugenio Guglielminetti, colgono luoghi talvolta modificati dalla trasformazione urbana, angoli dimenticati e testimonianze del passato, offrendo al visitatore un immaginario itinerario. Il nucleo storico cittadino rivive alle vibrazioni autunnali del dipinto “Cattedrale sotto la pioggia” (1945) di Pio Pia. Il motivo della veduta prospettica delinea l’olio su tela “Piazza Cattedrale vista da Levante” (1984) di Renzo de Alexandris, accanto alla xilografia “Portale laterale della Cattedrale di Asti” (1987) di Piero Sciavolino. Il sommesso dipinto “Interno della Collegiata di San Secondo” di Guido Mastallone si accosta al disegno di Amelia Platone ed all’incisione di Francesco Franco.

La fantasiosa cartella litografica “Piazza San Martino” fu concepita nel 1987 da Eugenio Guglielminetti rievocando i ricordi d’infanzia e le prime lezioni di disegno del Maestro Giuseppe Manzone, che dedicò il dipinto “Giardino innevato” a Casa Guglielminetti (1944). Il vivace cromatismo dei dipinti “La sepoltura della piccola Anna” (1946) presso il Battistero di San Pietro e “La domenica delle Palme nella Chiesa di San Martino” di Renzo de Alexandris proseguono l’ideale itinerario fino alla nitida “Torre Rossa”(1961) di Roberto Ferrero, agli acquarelli su carta “Santa Caterina”(1982) di Riccardo Bazzano e “Piazza Castigliano”(2021) di Mathew Guiotto, all’incisione “Vecchia Asti” di Giuseppe Colli.

Dal dipinto “Asti, sbocchi nord” di Vincenzo Adorni e “La costruzione della torre dell’acquedotto”di Gigi Quaglia, il profilo industriale cittadino si delinea nel dipinto “La vetreria di Asti sotto la neve” di Carlo Miroglio, ne’ “La draga di Variglie” (1957) di Alfredo Ghiggi e nell’olio “Sutpasagi per er murin dra biarera. Corso Stazione” di Gigi Quaglia. La pittrice genovese Grazina Schunnach ci accompagna lungo il “Viale di platani a Valmanera”, mentre il dipinto su tavola, datato 1938 da Gigi Quaglia, documenta la sosta “Al Duca. Valmanera”.

L’intenso dipinto “La chiesetta di Viatosto vista da Val Rilate”di Franco Sgarbi e l’acquarello “Viatosto” di Mathew Guiotto preludono agli scorci campestri: dal disegno “San Marzanotto”(1918) di Giuseppe Manzone al dipinto “la Rocca di San Marzanotto” di Annibale C. Bianchi, all’olio su tela “Bricco Gianotti” di Francesco Argirò.

Alla vegetazione del Palucco si ispirano “ L’orto di Tenuta San Marco”, Giardino di Tenuta San Marco” e “Pioppi in Tenuta San Marco”, dipinti da Vincenzo Adorni. Particolare suggestione suggeriscono le vedute dedicate alle acque ed alla natura fluviale del Tanaro e del Borbore nei disegni di Mario Perosino e di Demetrio Corino.

Ciascun Artista documenta percezioni ed esperienze generazionali che arricchiscono la storia vissuta della Città.

Ingresso compreso nello Smarticket.

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