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AMELIA PLATONE (1927-1994). La linea tracciata

Data:

Dal 20 Aprile 2024
Fino al 26 Maggio 2024

Luogo:

Museo Guglielminetti

Omaggio ad Amelia Platone. La linea tracciata

Nel trentesimo anniversario della scomparsa, la Fondazione Eugenio Guglielminetti promuove un omaggio alla personalità di Amelia Platone (Asti 1927- 1994), al coerente magistero artistico e culturale. Docente ed attiva protagonista del Secondo Dopoguerra, fu tra i fondatori della Società Promotrice Belle Arti di Asti (1947) e di Torino (1948), della Galleria d’Arte “La Giostra” di Asti (1967), del Piemonte Artistico e Culturale di Torino, consulente per i Beni Artistici del Comune di Asti (1976-1985).

La mostra è in collaborazione con Fondazione Asti Musei, Comune di Asti, Provincia di Asti e con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Assicurazione Reale Mutua-Agenzia di Asti e Banca Reale. Il progetto espositivo, a cura di Marida Faussone, Eugenia e Rita Castellana, presenta una selezione di trentacinque opere (disegni, incisioni su linoleum, acquarelli e tempere su carta) appartenenti a collezioni private.

Sabato 20 aprile 2024 alle ore 17.00, presso la sede della Fondazione Eugenio Guglielminetti in Palazzo Alfieri (Asti, corso Alfieri 375) avrà luogo l’inaugurazione, durante la quale il pubblico sarà accompagnato da letture di brani narrativi e poesie di Amelia Platone a cura del “Laboratorio Teatrale Fondazione Eugenio Guglielminetti”, coordinato da Noemi Priarone, referente delle Attività Didattiche della Fondazione E. Guglielminetti.

L’esposizione sarà visitabile dal 20 aprile al 26 maggio 2024, tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00

Alcune storiche testimonianze dell’artista furono esposte in occasione della mostra “Amelia Platone. Tematica di quattro decenni”, ordinata presso il Centro Comunale di Cultura della Città di Valenza dall’8 dicembre 1990 al 6 gennaio 1991. L’ampia retrospettiva conseguì prestigiosi consensi di critica e pubblico. In catalogo, a cura dell’Amministrazione Comunale di Valenza, la presentazione di Valerio Miroglio, testimone “del gruppo di pittori che si riunivano intorno alla Galleria La Giostra”, ricostruisce la vocazione creativa di Amelia: “ Mentre noi andavamo annaspando alla ricerca del nuovo, Amelia aveva già avuto un maestro: la sua ricerca seguiva un filone già delineato, non solo sul piano tecnico, ma anche nella filosofia che lentamente la allontanavano dal Maestro per diventare la pittura di Amelia Platone”( 1991).

Durante la frequenza all’Accademia Albertina (1948- 1952), ove conseguì i Premi Avondo e Uberti, il maestro Felice Casorati aveva intuito le naturali doti compositive della giovane Amelia, il “segno sensibile, la costruzione armonica, sostenuta”, sulla cui struttura l’Artista rielaborò la ricerca espressiva in svariate tecniche e nella pratica dell’incisione, coltivata dalle prime lezioni di Filippo Scroppo e consolidata sotto la guida di Marcello Boglione e di Mario Calandri.

Nell’attuale allestimento, i preziosi disegni dell’artista (tra cui: “Volto”, 1951, carboncino su carta; “Tavolo da tè”, 1954, disegno ad olio su carta) e le incisioni (“Gente per strada”, 1952, incisione su linoleum, tiratura 15 esemplari; “ L’attaccapanni”, 1952, incisione su linoleum, tiratura 15 esemplari)documentano infatti significative pagine dedicate alla quotidianità della vita umana, nel profondo messaggio alla partecipazione sociale, alla dignità individuale, all’impegno etico e civile.
Nelle numerose cartelle grafiche, edite dal 1967 al 1992, il rigore espressivo si rafforza: – “L’essenzialità del mezzo viene scelta per esaltare la ricerca di sottili cadenze formali, di brillanti invenzioni, di variatissimi segni”- commentava Gian Carlo Coppellotti (presentazione, mostra antologica, Battistero di San Pietro, Asti 1993).
Alcuni delicati acquarelli e vivaci tempere ( tra cui “Il camion azzurro”, 1953; “Il semaforo”, 1953; “La finestra aperta”, 1956; “ Figura sul divano”, 1957; “Bambina addormentata”, 1965) rivelano intense gamme di ocra e bruni, rosa e cobalto, nel misurato universo tonale che accompagna la sua percezione del mondo circostante, il sottile margine degli spazi, le architetture ambientali, il profilo delle figure, l’intensità delle emozioni e dei gesti di una corale rappresentazione dell’esistenza.
L’osservazione del reale, approfondita tra il 1957 ed il 1964, durante i soggiorni in Puglia e in Sicilia, mediante la potenza timbrica delle gamme cromatiche alla luce mediterranea, rinvigorisce negli anni successivi l’adesione di Amelia Platone ai linguaggi realisti in dipinti ad olio e sculture in terracotta, privilegiando anziani e donne mature nel rigore architettonico di piccole borgate periferiche, giovani madri e adolescenti nell’intimità degli interni domestici.

L’attività creativa si è snodata lungo quattro decenni, intensi di esperienze esistenziali ed artistiche, in costanti partecipazioni a rassegne in Europa, esposizioni personali in prestigiosi centri italiani e mostre antologiche, tra cui si ricordano Cerrina Monferrato, 1982; Valenza Po, 1990; Asti, Battistero di San Pietro, 1993.

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