<< I brichèt dei fratelli Boschiero donano luce e calore alle case degli astigiani
Nell’ambito dell’industria astigiana della seconda metà dell’800 ha una posizione di rilievo la fabbrica di zolfanelli fosforici fondata dai fratelli Secondo e Stefano Boschiero in contrada san Francesco (via Solari ad Asti). I fiammiferi per cucina ivi prodotti erano in legno, con la capocchia immersa nello zolfo per circa un cm, da cui il nome zolfanelli. Le scatole che contenevano i brichèt erano colorate e con soggetti sempre diversi, perciò amatissime dai collezionisti, astigiani e non solo. Nel 1850 l’attività contava già 50 dipendenti e 150 alla fine dell’800.
Trasferito in Corso Ivrea alla morte a soli 60 anni di Secondo Boschiero nel 1886, l’opificio fu venduto per 30000 lire alla Gastaldi e Rossetti nel 1888 e successivamente ceduto nel 1902 alla Saffa di Milano, che chiuderà lo stabilimento nel 1950.
I fratelli Boschiero furono entrambi benefattori delle pie istituzioni astigiane.
Stefano fu ritratto nel 1873 da Michelangelo Pittatore, ritrattista astigiano formatosi all’accademia di San Luca a Roma; nell’opera al secondo piano di Palazzo Mazzetti appare di 3/4 come un rubizzo personaggio dall’aria bonaria e dai grandi baffi, con lo sguardo rivolto all’osservatore.
Nel parco della Resistenza, giardini pubblici astigiani, si trova invece il monumento dedicato al fratello Secondo, il quale sotto al mezzo busto che lo raffigura con sguardo fiero e imponenti baffi presenta un gruppo scultoreo comprendente una figura femminile con dei bambini che sostengono lo stemma cittadino e la seguente iscrizione:
<<LASCIO’ LE SUE SOSTANZE
ALLE PUERPERE AI BAMBINI
AI CRONICI BISOGNOSI
ASTI 10 OTTOBRE 1903>>
Alle puerpere povere della città era destinato effettivamente per volere dell’imprenditore un sussidio di 25 lire in occasione di ogni nuova nascita.
Autore del monumento voluto dall’Opera Pia istituita da Secondo Boschiero è nuovamente lo scultore Materno Giribaldi, già citato nei nostri magazine, che intitola il gruppo marmoreo: La Carità che solleva l’Infanzia.
Una lapide commemorativa in Via Angelo Brofferio 100, ricorda che visse e morì lì l’imprenditore e benefattore Secondo Boschiero, il quale fu pure consigliere e assessore comunale, mentre una traversa di via Bocca (prospiciente la Casa di Riposo città di Asti) gli fu intitolata nel 1911 dal municipio.
Sempre viva risulta perciò la memoria di questi due imprenditori che, con spirito d’iniziativa, hanno saputo letteralmente illuminare e scaldare i cuori e le case degli astigiani, con particolare attenzione agli umili.>>


