È soprattutto agli anni ‘20 che si ispira Paolo Conte come pittore, raccontando coi suoi disegni un vortice parigino di personaggi pittoreschi, tra cui cantanti di tango, commissari di polizia francesi, musicisti neri, ballerine, donne nude, jazzisti, gangsters, boxeurs, trombonisti, pianisti. Fanno da sfondo paesaggi colorati, astratti e filigranati popolati da treni e auto veloci.
Dai disegni del primo cantautore vivente ad aver suonato alla Scala di Milano si ricavano stampe, incisioni e serigrafie.
Conte racconta l’incontro tra la vecchia Europa ed il nuovo che proveniva dall’America con sguardo malinconico e discreto. La Parigi bohemienne cosmopolita e vitale è al centro dell’attenzione, all’indomani della guerra, con i suoi toni gialli, terrosi e grigi di un pomeriggio autunnale che richiama la luce metafisica di De Chirico e Morandi.
Il cantautore astigiano trova riferimenti stilistici nell’espressionismo tedesco e in Pollock, nell’astrattismo di Paul Klee, nei quadri di Matisse, Braque e Derain, nel cubismo o nel futurismo di Boccioni e Carrà.
Il lirismo africano si insinua poi con movenze espressionistiche in un linguaggio ricco di coloriture impressionistiche, tra folclore e consapevolezza artistica.
I supporti su cui Conte lavora sono anche improvvisati come si conviene a un jazzista: fogli a quadretti o carta intestata di alberghi.
La frenesia sincopata si esprime attraverso pennelli, pastelli su fondo nero, matite in un contorsionismo tecnico che diventa un alfabeto magico, irriverente verso le regole, audace ed ironico.
La fervida immaginazione di Conte mescola registri espressivi così da mantenere viva la tensione e si destreggia con disinvoltura tra figurazione ed astrazione.
Le tavole di Razmataz, svincolate dagli obblighi narrativi imposti dalla commedia musicale, rafforzano le proprie potenzialità espressive grazie all’accostamento con disegno a grafite.
La libertà creativa di questo poliedrico artista si esprime di fatto con pienezza di emozione vibrando senza condizionamenti tra letteratura, musica e arte e dando vita a una sorta di storyboard della commedia musicale di Broadway, traendo le sue suggestioni dalla vita e dal cinema.


